Fidal

Una gara sola nella sessione mattutina della terza giornata delle gare di atletica ai Giochi di Pechino, ma che gara… La maratona femminile è stata estremamente interessante soprattutto per le implicazioni che ripiovono su quella maschile di domenica prossima, quella di Stefano Baldini. Una gara che, è bene dirlo subito, ha detto chiaramente che si giocherà sul piano strategico prima ancora che su quello cronometrico. Lo dimostra l’evoluzione della gara, che ha avuto la sua soluzione quando eravamo ancora intorno al passaggio di metà maratona. Una soluzione data dalla contemporaneità di due eventi: l’attacco sferrato dalla rumena Constantina Dita Tomescu e lo stop, breve ma che si dimostrerà decisivo, della primatista mondiale britannica Paula Radcliffe. La causa andava ricercata nella sistemazione di una scarpa, ma quei pochi secondi sono presto diventati un baratro, perché mentre la rumena, abituata a una simile condotta di gara e spesso costretta a pagare dazio per la sua temerarietà, guadagnava terreno, dietro le favorite rimanevano a guardarsi l’un l’altra attendendo che la Radcliffe prendesse l’iniziativa. Invece la britannica dimostrava al 30. km che i problemi fisici che hanno caratterizzato la sua preparazione non erano superati e cedeva di schianto.

La Dita Tomescu è arrivata ad avere anche 1:28 di vantaggio sul gruppo delle principali inseguitrici, che quando hanno cominciato a spingere davvero non avevano più abbastanza km a disposizione per ricucire lo strappo. Per la rumena è il coronamento di una lunga carriera sempre ai vertici: 38 anni, con all’attivo ben 9 prestazioni sotto le 2h25, bronzo ai Mondiali di Helsinki 2005 e campionessa iridata nello stesso anno nella mezza maratona, la Dita Tomescu ha chiuso in 2h26:44, tempo che acquista maggior valore considerando che al passaggio di metà gara la proiezione era superiore alle due ore e mezza. Argento in volata per l’immarcescibile kenyana Catherine Ndereba, la campionessa mondiale che, anche lei, ha saputo leggere la gara rimanendo per lunghi tratti discosta dal gruppo ma sapendo rientrare al momento giusto. 2h27:06 il tempo dell’africana che bissa l’argento di Atene 2004, precedendo allo sprint la cinese Zhou Chunxiu. E a proposito di sapienza tattica, un plauso va alla siciliana Anna Incerti, che ha controllato la situazione correndo sempre sui suoi ritmi recuperando molte posizioni nella seconda metà gara per chiudere 14. in 2h30:55, suo primato personale che, considerando le condizioni climatiche e le caratteristiche tecniche del tracciato di Pechino, lasciano intravedere grandi prospettive di miglioramento per lei. Diciassettesima la Genovese, che nella prima parte di gara è stata spesso davanti tanto da dare uno scrollone al folto gruppo intorno al 5. km: 2h31.31 il tempo della trevigiana che nel finale ha superato una Radcliffe ormai in disarmo, finita 23. in 2h32:38. la terza italiana, Vincenza Sicari, ha chiuso 29. in 2h33:31. Ora sulle risultanze di questa gara sarà bene ragionare a lungo, in prospettiva della prova maschile.

Gabriele Gentili

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